Climate Witness: Ben Namakin, Kiribati and Micronesia | WWF

Climate Witness: Ben Namakin, Kiribati and Micronesia



Posted on 07 mayo 2007
Ben Namakin, WWF Climate Witness from Kiribati & Micronesia
Ben Namakin, WWF Climate Witness from Kiribati & Micronesia
© Ben Namakin
Mi chiamo Ben Namakin.  Sono originario di Kiribati, ma attualmente vivo a Pohnpei (precedentemente nota come Ponape) negli Stati Federati della Micronesia (FSM). 

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Lavoro come educatore ambientale per la Società di Conservazione di Pohnpei (CSP), l’unica organizzazione ambientale non-governativa locale sull’isola.

Alla CSP, realizzo il Green Road Show (GRS).  Questo è uno strumento molto conosciuto, divertente e interattivo che istruisce i ragazzi nelle scuole elementari, medie e licei e i membri della comunità sui problemi principali, inclusi i cambiamenti climatici.

L’impatto delle alluvioni – l’erosione delle coste, l’avanzare del mare, infrastrutture distrutte


Durante la mia infanzia a Kiribati, non abbiamo mai avuto esperienza di gravi inondazioni dal mare.  C’erano tempeste, ma non erano tanto forti.  Mentre i livelli del mare continuavano a salire a Kiribati, varie onde di marea hanno colpito l’isola

L’intrusione dell’acqua salata compromette la qualità dell’acqua dei pozzi, allaga i campi di taro, i giardini, e sottopone a stress gli alberi e le piante che sono molto importanti per la vita e la cultura di chiunque a Kiribati

Per esempio, gli alberi di pandanus significano molto per noi; vengono usati per costruire le case, per la medicina locale, cibo, abiti tradizionali, etc., ma stanno morendo per l’intrusione dell’acqua salata.

Forti ondate causate dalle tempeste provocano erosione delle coste, allagano i cimiteri e, nel 2006, hanno condotto al crollo della splendida Dai Nippon Causeway (strada sopraelevata).

Questo incidente ha comportato enormi costi per la gente di Kiribati.  Hanno dovuto costruire nuove case con i propri mezzi economici, esumare i loro parenti defunti dalle tombe per seppellirli di nuovo nell’entroterra.

Mentre mi preparavo per il diploma di scuola superiore a Pohnpei nel 2001, durante il tempo libero, me ne andavo con i miei amici su un piccolo isolotto chiamato Dekehtik, situato sulla barriera corallina a un paio di miglia dalla scuola.  Era il mio posto preferito per campeggiare, fare pic-nic e snorkeling.

Nel 2005, ho scoperto con disappunto che l’isolotto di Dekehtik si era spezzato in due.  Sono andato a verificare di persona, con i miei occhi, e stava lì, gravemente danneggiato dalle alluvioni marine.  Che tristezza vedere questa minaccia inaspettata e improvvisa per gli isolani e i proprietari terrieri!

Comunità costiere inondate durante le alte maree

Visitando la comunità sulla costa di Sokehs, Pohnpei, ho appreso che molti abitanti del villaggio avevano costruito le loro case su fondamenta rialzate dato che l’acqua del mare allagava le loro case durante le alte maree. Costruivano anche muri davanti alle loro case per impedire che si allagassero durante le forti piogge.

Gli abitanti con cui ho parlato hanno detto di aver notato questi cambiamenti negli ultimi cinque anni, ma non in passato.

I diritti civili, sociali e economici che i cambiamenti climatici oltraggiano hanno rinforzato la mia decisione di fare qualcosa per il mio paese, combattere per i nostri diritti e di far sì che molti sappiano che dobbiamo fare qualcosa per fermare il riscaldamento del pianeta.

Diffondere il messaggio


Ho partecipato al Youth Summit durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici nel 2005.  Ho parlato alla conferenza in sessione plenaria che aveva più di 10,000 partecipanti per diffondere il messaggio dei giovani su “Il nostro clima, la nostra sfida, il nostro futuro”.

Nel 2006, ho partecipato a un Tour del Cambiamento Climatico, attraversando gli Stati Uniti.  Per mezzo di seminari, ho incoraggiato gli studenti a unirsi al movimento per il cambiamento climatico.

Ho anche lavorato sodo per convincere i leader degli Stati Uniti a migliorare le politiche statunitensi sulle energie pulite e ad affrontare i cambiamenti del clima, a ratificare il Protocollo di Kyoto e, più importante di tutto, a prendere decisioni che non avranno ripercussioni negative sulla mia gente nelle Isole del Pacifico.
Ben Namakin, WWF Climate Witness from Kiribati & Micronesia
Ben Namakin, WWF Climate Witness from Kiribati & Micronesia
© Ben Namakin Enlarge
Saltwater intrusion is killing the Pandanus trees, Kiribati.
© Environment and Conservation Department, Government of Kiribati Enlarge
Serious storm surges have led to the collapse of the Dai Nippon causeway, Kiribati.
© Kaburee Yeeting Enlarge